A poche ore dall’evento conclusivo di questa stagione, possiamo già farci l’idea di cosa è stato Onda d’Urto anche quest’anno.

La crescita costante che ha ottenuto nei suoi nove anni di attività si è concretizzata nei numeri dei partecipanti alle tappe ma anche e soprattutto nella qualità delle esperienze offerte dai singoli organizzatori.

Lavoro certosino e impeccabile nella ricerca delle particolarità locali che fanno dei raduni di Onda d’Urto qualcosa di ben diverso da una classica pedalata in mountain bike e che hanno concesso ai bikers partecipanti di godere, nonché gustare, i singoli eventi a tutto tondo, dal paesaggio ai ristori, agli aspetti socio-culturali.

Si, perchè le tappe, con frequenza mensile, non si riducono alla sola escursione in bici ma vanno largamente oltre e questo i fedelissimi come anche i nuovi partecipanti lo sanno bene e proprio per tale motivo hanno evidenziato l’elevato interesse prendendo parte a quanti più eventi possibile.

Riferendosi ai numeri, nella stagione 2017 quasi mille (1000) persone hanno pedalato sulle tracce calabresi messe in calendario da Onda d’Urto, provenienti da più di duecento località, non solo calabre.

Un elemento, quello numerico, che esprime in modo sostanziale quello che Onda d’Urto è divenuto e rappresenta sul territorio calabrese, mettendo in evidenza zone e specifiche località diversamente poco apprezzabili.

L’ultima tappa, con visita all’insediamento rupestre di Zungri, sarà il coronamento di una bella stagione con un numero di partecipanti rilevante, oltre le 300 presenze di solo bikers!

Un’ennesima occasione di divertimento, gastronomia e cultura.